STORIA

La Farmacia Savio è la più antica attività di Recco che sia rimasta ininterrottamente nelle mani della stessa famiglia.

 

savioLa sua istituzione risale alla metà del secolo XIX ed attualmente la prima citazione ufficiale si ritrova nella GUIDA-DIZIONARIO LIGURE di A.F. Rainusso Edizione 1887. Il proprietario di allora era ancora il Dott. Carlo Arnaldi, ed è a partire dal 1890, con l’atto di acquisto del 13 giugno, che il Dott. Giovanni Savio inizia ufficialmente il lungo cammino arrivato oggi alla quarta generazione.

Nato a Torriglia (GE) nel 1853, Giovanni Savio si era laureato presso l’Università di Genova il 19 luglio del 1876 e già dal 1879 operava nella farmacia che sarebbe diventata di sua proprietà undici anni dopo.

Dotato di una spiccata personalità, era entrato fin da subito nella vita sociale di Recco, partecipando a tutte le iniziative che in quell’epoca iniziavano a fiorire. Si ricorda, tra le tante cose, il suo impegno nell’istituzione dell’Asilo “Gerolamo Speroni”, del quale fu Presidente per molti anni. A lui si deve la concezione della professione così come si è tramandata per oltre un secolo nelle generazioni che si sono susseguite: mettere al servizio della gente conoscenze, professionalità, innovazione con la cortesia e la semplicità di chi sa di avere una delicata missione da compiere. Padre di tre figli, Dora, Maria e Carlo, Giovanni Savio muore nel 1907 e i soli cimeli salvati dai bombardamenti dell’ultima guerra sono il Diploma di Laurea, il celebre ritratto olio su tela del pittore Maragliano, una fotografia con la famiglia.

Alla sua morte, il testimone viene raccolto dal figlio Carlo che spingerà la sua attività oltre il confine della farmacia con la fondazione dell’Istituto Chimico Nazionale Dottor Carlo SAVIO per la produzione su scala industriale di preparati validamente formulati da lui stesso. E’ infatti nella sua poliedrica personalità di farmacista, chimico e inventore che si caratterizza la sua intensa attività professionale, il suo impegno nel tessuto sociale e culturale recchese, la partecipazione al primo conflitto mondiale come ufficiale di Sanità. La sua totale dedizione alla professione gli impedisce di crearsi una famiglia, e alla sua morte, avvenuta nel 1927, l’impegnativa eredità viene raccolta dalla sorella Maria validamente sostenuta dal marito Avv. Umberto Diena.

L’Istituto SAVIO viene ceduto (ancora oggi è comunque operante in altre mani) e le risorse disponibili vengono concentrate nello sviluppo della farmacia, attività giudicata più alla portata di una gestione familiare. L’Avv. Diena, dividendo tempo ed energie con il ruolo di dirigente amministrativo del Comune di Genova, procede ad un rilancio della tradizionale attività con una attenta gestione e con la nomina di un capace farmacista alla direzione professionale. Trascorrono anni tranquilli che vedono crescere l’importanza della farmacia non solo in Recco, ma in tutta la vallata. Ormai la fama si è consolidata e la Farmacia Savio è un punto di riferimento nel panorama della sanità locale, oltre che luogo di cultura e di aggregazione.

Lo scoppio del secondo conflitto mondiale porta ovunque un totale sconvolgimento che si rifletterà nella vita di Recco in una maniera particolarmente drammatica. Nei primi anni della guerra, il paese diviene ambito rifugio per gli abitanti della vicina Genova. Molte famiglie genovesi, minacciate dai bombardamenti nemici che divengono sempre più pressanti, si trasferiscono nelle abitazioni di Recco destinate alle vacanze estive. La cittadina vive quindi un periodo di insolita prosperità e il lavoro aumenta a tal punto da richiedere l’autorizzazione comunale al prolungamento dell’apertura fino alle dieci di sera. Il corso delle vicende belliche dopo i fatti del 1943 si tramuta in condanna per Recco: l’avanzata da sud degli Alleati necessita del blocco delle vie di rifornimento nemiche e il ponte ferroviario, facile e indifeso bersaglio, deve essere completamente distrutto. In realtà, a seguito di 27 bombardamenti aerei iniziati il 10 Novembre, tutto il centro abitato sarà completamente raso al suolo e in particolare, il giorno 26 Novembre 1943 della Farmacia Savio rimane un cumulo di macerie. Con il coraggio di quella epoca tragica, viene organizzato il recupero di tutto quello che è possibile salvare, attrezzature, arredi e soprattutto le ingenti scorte di sostanze medicinali acquistate con lungimiranza all’inizio della guerra dall’Avv. Diena. In meno di un mese l’attività riprende in mezzo a difficoltà di ogni genere nella frazione Corticella, zona più interna nella valle e meno esposta ai bombardamenti. Infatti è del 15 Dicembre 1943 il Decreto Prefettizio N° 2860 che ne autorizza il trasferimento. Per un anno e mezzo la Farmacia Savio continua ad assicurare alla popolazione sconvolta da ogni sorta di tragedie l’assistenza farmaceutica.

La fine del conflitto segna l’inizio del ritorno alla normalità, che per Recco rappresenta un immane lavoro di ricostruzione, e subito dopo l’estate del 1945 viene individuato un piccolo locale più vicino al centro dove trasferire la Farmacia in attesa che sia completata la riedificazione nella zona della vecchia sede. La domanda di trasferimento è del 3 Ottobre 1945 e puntualmente il 29 Ottobre 1945 con Decreto Prefettizio N° 28434 giunge l’autorizzazione. Durante questo forzato allontanamento dalla antica sede, che si protrarrà per sei anni, la Farmacia Savio riprende la sua funzione di punto di riferimento del paese, non solo per i problemi legati alla salute, ma per tutte le necessità che scaturiscono da un rapido sviluppo ed una forte immigrazione. Il principale impulso a questa rinascita viene dall’ingresso in farmacia del Dottor Emilio Diena, laureatosi nel Marzo del 1947 e subito entrato con entusiasmo nel tradizionale impegno professionale e umano della famiglia. Nato nel 1922, era stato allevato nel grande rispetto per l’opera svolta dal nonno e dallo zio raccogliendone l’eredità e anzi arricchendola con una umanità non comune. Già dal 1937, durante le vacanze estive, gli venivano affidate piccole mansioni di garzone in farmacia per iniziare a conoscere la sua futura missione dalle cose più semplici. In quaranta anni di professione ha saputo coniugare tradizioni, brillanti intuizioni nel metodo di lavoro e un incessante impegno civile, culturale, politico, sociale.

All’inizio degli anni ’50 si presenta finalmente la possibilità di rientrare nell’antica posizione, nel centro del paese, in un ampio locale appena costruito e, stipulato il contratto di affitto, viene immediatamente richiesta, l’11 Ottobre 1950, l’autorizzazione al trasferimento. Nel frattempo, l’altra farmacia preesistente aveva riaperto i battenti, dopo la lunga interruzione dovuta ai bombardamenti, in un locale di fortuna sempre nella zona centrale. Il ricorso contro il ritorno dellaFarmacia Savio nella sua antica sede da parte degli eredi De Gregori in data 6 Novembre 1950, adducendo il criterio della distanza minima, rischia di creare una situazione grottesca: dopo aver garantito il servizio farmaceutico, sola e unica farmacia, senza interruzioni durante il conflitto a prezzo di grande impegno e notevoli rischi, la Farmacia Savio sarebbe relegata in una zona periferica e destinata a soccombere. Dopo alterne vicende amministrative tra cui l’acquisizione il 3 Dicembre 1950 di un parere “de veritate” dell’Avv. Roberto Lucifredi, Ordinario nell’Università di Genova, giunge il Decreto Prefettizio N° 68727 del 4 Marzo 1954 con la considerazione, tra le altre, che “…col richiesto spostamento la farmacia in parola rientrerebbe all’incirca nella sede originaria dalla quale fu allontanata a seguito della distruzione dei locali determinata da eventi bellici…”

Questa data segna il completo ristabilimento a distanza di undici anni, della situazione esistente prima della guerra, ma con in più tutte le opportunità che il desiderio di rinascita e di sviluppo di un paese uscito dalla completa distruzione può dare.

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